LEONOR

MiScusi
Il fast-food della pasta fa il bis!

“Stasera non mi va di cucinare: cosa ordiniamo? Pizza, Sushi, Fusion?”
No, oggi vi porto nel fast-food milanese della pasta.
L’idea è nata da due ragazzi, Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese, che hanno voluto creare la “startup della pasta”: un ristorante che è anche pastificio, un luogo che unisce la tradizione dell’artigianalità a un concept internazionale della pasta, con l’obiettivo di portare questo piatto tipico della tradizione mediterranea ad essere fast, a conciliarsi con i ritmi frenetici di una città come Milano, senza comprometterne la qualità, con un nome facile da ricordare e molto divertente (seppur suoni molto strano sentirsi rispondere al telefono: MiScusi, buongiorno!).

Ognuno, a partire dagli ingredienti presenti nel menù, può decidere che tipo di pasta mangiare e con quale condimento. Io vi consiglio di mangiare i Paccheri pomodoro, burrata, crema di pistacchi e pistacchi, di condividere un bel piatto di Ravioli ripieni di carne bovina piemontese con crema di parmigiano, di lasciare posto per il dolce (pochi, ma buoni) e di provare ad andare sia a cena, in un’atmosfera più rilassata, serviti al tavolo, sia a pranzo, per un’esperienza più divertente: vi verrà lasciato infatti uno strumento che vibrerà e si illuminerà quando il vostro piatto sarà pronto per essere degustato.


MiScusi è partito con una sede in via Pompeo Litta, ha da poco aperto la sua seconda sede in Piazza San Camillo De Lellis, vicino alla Stazione Centrale e in entrambi i casi ad occuparsi del progetto di interior design è stato il gruppo C14.
I due ristoranti dialogano con l’esterno grazie alle ampie vetrate, allo stesso modo il laboratorio e la cucina si materializzano dietro grandi vetrate e sono identificati attraverso due grandi insegne in metallo tagliato a laser e verniciato di rosso, in modo tale che dalla molitura del grano alla trafilatura della pasta fino all’impiattamento, tutto rimanga sempre a vista. Il bancone in noce con piano in marmo è utilizzato per l’aperitivo, il sistema di illuminazione è integrato a una maglia di tubolari che si snoda a soffitto e i caldi toni dei mattoncini recuperati a vista sono accostati al verde intenso delle pareti.
Il pavimento alterna diversi materiali tra cui la resina con inserti in metallo e il parquet in rovere sbiancato. Il grande tavolone in noce naturale e la water station in marmo sono altri dettagli che contribuiscono a dare un carattere unico e inaspettato alla location.



In attesa delle prossime aperture, previste per quest’anno a Torino, Firenze e Roma e ipotizzate per il 2019 all’estero, nel Nord Europa (si vociferava che le città di Berlino e di Monaco di Baviera siano due ottime candidate, per insegnare ai tedeschi come si mangia davvero la pasta), godiamoci i due locali meneghini, prenotate, anche online e buon appetito!