IL GIGI

ANORESSIA E BULIMIA DEL DESIGN
Per la serie: i miei soliti accostamenti curiosi. Luigi parliamo di design, mobili, architettura. Cosa c’entrano due malattie così importanti? C’entrano perché per me il design riesce a farci capire aspetti psicologici della nostra quotidianità.
Ovviamente non parlo di anoressia e bulimia in quanto patologie mediche. Penso però che attraverso gli oggetti di design si possa cercare di capire questi due concetti in senso più lato, dato che ognuno di noi è attraversato da questi “stati d’animo”, o per lo meno lo è stato.
Traducendo questi due concetti nel mondo dell’arte e del design potremmo parlare di minimalismo e barocco.
Una lampada anoressica, essenziale, scarna di ogni vezzo superfluo. Un enorme lampadario di sfarzoso cristallo, abbondante ed eccessivo. Così diversi eppure hanno in comune un tratto: la mancanza.


La mancanza è presente in ogni essere umano. Molto spesso si vuole rimediare e cercare di correggere, ma in realtà è la condizione vitale per ogni realizzazione creativa. Il soggetto anoressico non domanda più niente per annientare ogni possibile mancanza, quello bulimico divora ogni cosa per sopperire ad essa.
Il design può spogliare fino all’estremo un oggetto e mostrarne lo scheletro, può ridursi a semplice lampadina da accendere. Come per volerci dire: io mostro solo questo di me, sei in grado di cogliere tutto il resto?
Il design può caricarsi di forme e colori diversi fino a rappresentare cento diverse poltrone in una. Ma in fondo ci chiede: riesci a cogliere la mia vera essenza?



Se guardiamo attentamente entrambi gli stili, riusciamo ad intravedere la sintesi positiva di due estremi così dolorosi.
Possiamo cogliere quello che non c’è, o che c’è in abbondanza, come segno di esistenza, di presenza fisica.
Il design ci spinge a superare l’angoscia scaturita da questa mancanza, riuscendo a mettere i nostri valori nell’oggetto.
Con l’unico scopo di trovare un equilibrio che permetta a noi di essere, ognuno con i propri tratti distintivi; che permetta ad un oggetto di vivere e farsi vivere secondo la sua poetica e funzione. Riuscendo così a partecipare al processo creativo ogni giorno, per ogni tratto.