IL TORO


La città che cambia: la mostra/gioco NUB
al Palazzo della Triennale
Giovedì 30 Novembre sono andato all'apertura della mostra NUB - New Urban Body curata da Giordana Ferri, direttore della Fondazione Housing Sociale, che resterà allestita al Palazzo della Triennale fino al 7 Gennaio.
Schivato il fenomeno antropologico della folla che cerca di accaparrarsi il rancio al buffet, mi sono concentrato sulla mostra. Le sue sezioni (abitare, lavorare, fare e partecipare, appartenere) contengono esempi di svariati interventi, localizzati in tutto il mondo, che raccontano come stiano cambiando i modi di abitare, lavorare e interagire. Questi sono appunto i New Urban Bodies.
NUB è concepita come un gioco organizzato lungo un percorso guidato da un'applicazione per smartphone (realizzata da ETT spa). L’app ci porta a realizzare il brief per il progettista: un breve documento con le indicazioni per un progetto che riqualifichi un pezzo di città. Tuttavia la folla mi scoraggia e, dopo aver passato circa mezz'ora esclusivamente nella sezione Abitare (curata da Stefano Guidarini, Politecnico di Milano, dipartimento DASTU), ho deciso di andar via e di tornare qualche giorno dopo con più calma, insieme con qualche amico, per giocare con l'applicazione e realizzare il nostro progetto.
Dopo aver preso i tablet dalla bella Maila all'ingresso, abbiamo iniziato il gioco. È semplice: si sceglie un'area da riqualificare tra quelle proposte, poi si decidono le funzioni da inserire (abitare, lavorare, fare e partecipare) con le relative percentuali. Successivamente, inquadrando i QR code presenti nelle varie sezioni della mostra, si scelgono i tipi di abitazione e di uffici e perfino da chi arriveranno i finanziamenti per il progetto. Fino a qui tutto bene: secondo il gioco il mio progetto va alla grande! Le funzioni che ho scelto rendono il luogo molto attivo durante tutta la giornata e coinvolgono realtà diverse e molteplici.
Per ultimo bisogna decidere i prezzi degli affitti, in una scala da € a €€€€. Passaggio un po' difficile rispetto al resto, sia per i sensi di colpa nel dover aggiungere €€€€, sia per qualche piccola difficoltà con l’applicazione (per il resto davvero ben fatta). Ed ecco rovinato il capolavoro: i miei canoni super agevolati potrebbero indebitare me e gli investitori.
Il risultato finale è un file PDF contenente il nostro brief da consegnare al progettista. Scopro che anche i miei amici hanno commesso il mio stesso errore e così abbiamo ripetuto il gioco. Per ben due volte, senza riuscire a mettere da parte il nostro impegno sociale, ma migliorando solo di poco il morale dei nostri investitori.